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Sostenibilità, innovazione, accessibilità sono i tre principi ispiratori del Piano che accompagnerà il turismo italiano nel prossimo quinquennio. A settembre l’approvazione definitiva

È l’unico settore dell’economia italiana che non conosce crisi e il 2016 sarà ancora in crescita per il turismo. Per mantenere questo trend è però necessario integrare, riqualificare e valorizzare tutte le risorse: i grandi poli attrattivi del turismo internazionale come i piccoli luoghi di cui è disseminato il Bel Paese. Si ispira a queste linee il nuovo Piano Strategico del Turismo 2017-2022, nato con il contributo concreto di ministeri, Regioni, Anci, sindacati, associazioni di categoria e il cui impianto è stato approvato dal Comitato Permanente per la Promozione del Turismo in seduta plenaria.
“Il Piano Strategico del Turismo – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – rafforza l’Italia come museo diffuso e governa la crescita del turismo internazionale proponendo nuove destinazioni”.
Si vuole quindi rilanciare la leadership dell’Italia sul mercato turistico mondiale e rendere sempre più il turismo uno strumento di benessere economico e sociale per tutto il Paese, riconoscendone, anche in questi anni di contrazione per altri settori economici, il valore intersettoriale per la crescita, alla luce delle previsioni ancora positive per i prossimi anni.
Il Piano nasce da una governance partecipata che non esaurirà la sua funzione con l’approvazione del documento ma proseguirà il suo lavoro nei mesi e negli anni futuri per monitorare la realizzazione degli interventi e consentire un continuo miglioramento del Piano, concepito come un organismo in costante evoluzione. Il testo, dopo le ultime modifiche e integrazioni che verranno attuate nei prossimi 30 giorni, sarà pronto per l’approvazione definitiva prevista per il 14 settembre per poi essere sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni, acquisire successivamente il parere delle competenti Commissioni parlamentari ed essere infine deliberato dal Consiglio dei Ministri.
Tutte le azioni previste dal Piano mirano a mettere al centro del processo il turista e i suoi fabbisogni e si ispirano a tre principi trasversali, sui quali fondare strategie e investimenti:
1. sostenibilità, riferita sia alla conservazione delle risorse naturali e del paesaggio, sia alla fruizione del patrimonio e all’uso delle risorse finanziarie;
2. innovazione, in una vasta area di ambiti;
3. accessibilità, intesa come possibilità di accedere, fisicamente e culturalmente, alle risorse ambientali e culturali del Paese.

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(immagine in alto tratta dal video "Amo l'Italia")

 

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