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La destagionalizzazione non "funziona" più, a causa della crisi, e le località turistiche patiscono il calo di consumo turistico con gravi conseguenze sul piano dell'occupazione. E le istituzioni provano a porre rimedio.
Come sta avvenendo in Liguria, stando alle dichiarazioni dell'assessore al Turismo della regione, Angelo Berlangieri, che ha annunciato l'avvio operativo di un patto con le parti sociali per tutelare i lavoratori del settore turistico. In Liguria, infatti, la stagnazione economica ha riportato la situazione indietro di vent'anni, con alberghi che restano chiusi per diversi mesi all'anno a causa della contreazione del volume d'affari e dei flussi in bassa stagione.


"Il movimento turistico interno, che ha da sempre caratterizzato questa stagione, è calato e sono venuti meno anche i gruppi senior provenienti da centro del Piemonte, della Valle d'Aosta e Lombardia a causa dello stop dei sostegni comunali al turismo di soggiorno marino" spiega l'assessore. Berlangieri afferma: "È una situazione che avevamo superato all'inizio degli anni '90 grazie all'arrivo del movimento turistico della bassa stagione e ai gruppi di turisti 'senior'; oggi, complice la crisi delle famiglie e i mancati sostegni pubblici, questo flusso si è praticamente annullato. Da qui la scelta di chiudere per molti albergatori, per evitare politiche disarmanti e importanti perdite nel periodo invernale che potrebbe pesare negativamente sulle casse nel periodo estivo, costringendo gli operatori a incrementare fortemente i prezzi, correndo il rischio di andare fuori mercato". Così, per fronteggiare il problema, la Regione ha stabilito di avviare il cosiddetto "Patto per la difesa e lo sviluppo del lavoro nel settore turistico", approvato un mese fa. Un patto sottoscritto, oltre che dalla Regione, anche dai sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, da Confcommercio Ascom, Upa, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Urlat-Federalberghi e Confindustria; e servirà a chiedere al governo centrale gli adeguati ammortizzatori sociali per stabilizzare i lavoratori del comparto turistico e per aiutare le imprese ad avviare la formazione e i tirocini indennizzati per i giovani, per tutelare il lavoro stagionale e per promuovere l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore turistico.
"Frattanto stiamo sempre di più lavorando per incentivare il turismo internazionale meno sofferente di quello interno anche nella bassa stagione. Per gli arrivi e le presenze nelle prossime festività, con i ponti natalizi, la Regione Liguria prevede, come lo scorso anno, una lenta risalita per poi arrivare al picco a Capodanno. Ma niente boom, niente di straordinario, purtroppo" spiega Berlangieri al quotidiano online IVG.it.

 

Sono sempre di più, in Liguria, gli alberghi aperti solo 8 o 9 mesi all'anno, per via della crisi. Un fenomeno che la Regione, con l'assessore Angelo Berlangieri, spiega sottolineando come "il movimento turistico interno, italiano, che ha da sempre caratterizzato questa stagione sia calato e come siano venuti meno anche i gruppi senior provenienti da centro del Piemonte, della Valle d'Aosta e Lombardia a causa dello stop dei sostegni comunali al turismo di soggiorno marino".

"E' una situazione – prosegue Berlangieri – che avevamo superato all'inizio degli anni '90 grazie aall'arrivo del movimento turistico della bassa stagione e ai gruppi di turisti 'senior'; oggi, complice la crisi delle famiglie e i mancati sostegni pubblici, questo flusso si è praticamente annullato. Da qui la scelta di chiudere per molti albergatori, per evitare politiche disarmanti e importanti perdite nel periodo invernale che potrebbe pesare negativamente sulle casse periodo estivo, costringendo gli operatori a incrementare fortemente i prezzi, correndo il rischio di andare fuori mercato".

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