DESTINATION MAGAZINE #7 - page 13

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DESTINATION MAGAZINE
#7
N
ell’anno dell’Expo, dell’inizio
del Giubileo straordinario della
Misericordia e della candidatura di
Roma alle Olimpiadi 2024 sembra
che per molti non ci sia alcun
dubbio,
i mega eventi sono “la”
grande opportunità per il rilancio
e lo sviluppo di città, territori e
addirittura intere nazioni.
La definizione di
grande evento
comprende una vasta gamma
di
iniziative
che
richiedono
importanti
investimenti,
un
orientamento di marketing sul
mercato internazionale e la grande
partecipazione mediatica a livello
mondiale.
È proprio
l’esposizione
(tempo) e
la
copertura mediatica
(diffusione),
più che il numero di partecipanti,
che distingue il
mega evento
dal
grande evento
. La copiosa
letteratura che esiste in materia di
eventi ne elenca le caratteristiche
(di unicità innanzitutto), la tipologia
di
investimenti
(infrastrutture,
trasporti, immobiliare, ecc.), i rischi
(squilibri immobiliari, ecc.), i benefici
(economici, di rinnovamentourbano,
sociali, psicologici ambientali e, non
da ultimo, politici) e i principali
indicatori del successo (per lo più
economici).
Forse, proprio da tali definizioni
e in un certo senso certezze,
seppure dilazionate nel tempo,
che i mega eventi non vengono
messi in discussione e vengono
considerati ancora oggi il principale
e più efficace strumento di sviluppo
territoriale.
Anzi, quando hanno esito scarso
o negativo non vi sono dubbi, il
problema è una cattiva gestione
dello stesso come in più occasioni si
è ipotizzato per le Olimpiadi Grecia
2004 o prima ancora per i Mondiali
Italia 1990. L’indicatore principale
di esito positivo è sempre quello
dei
biglietti emessi
(si pensi alla
polemica estiva sui visitatori di
EXPO), dal quale si calcola l’impatto
Grandi eventi:
misurazione di
un’eredità
Di:
Fabiola Sfodera
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