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DESTINATION MAGAZINE
#7
internazionali hanno iniziato a
considerare – come elemento fon-
damentale per la crescita – è il
web
con gli strumenti che questo
potente mezzo mette a disposizione.
I
principali musei
al mondo per
numero di visitatori hanno investito
da tempo nella
costruzione e nella
cura di un’immagine solida online
,
attraverso i propri
siti internet
ed
i
social network
. Da una recente
analisi realizzata dal Professore Re
ed il suo team, è emerso che
a livello
piemontese
,
la maggior parte dei
musei non ha ancora sviluppato
una strategia solida per il web
ma
ha iniziato a muoversi in tal senso.
Per quanto riguarda i social network,
ad eccezione forse di un caso, i
musei
torinesi non sembrano ancora
avere una vera e propria social
media strategy
. I social network più
utilizzati sono Facebook e Twitter: la
Venaria Reale, il museo piemontese
più visitato nell’anno 2013, conta
100.00 Like circa su Facebook e
11.400 Follower su Twitter, numeri
che sembrano elevati se si guardano
gli altri musei di Torino ma che sono
bassi rispetto ai musei di fama
internazionale (es. Louvre: 1.900.000
Like circa su Facebook e 498.000
Follower su Twitter).
Come viene vissuta dai
consumatori
e potenziali
visitatori
la presenza
online dei musei? I risultati ottenuti
da un questionario sottoposto a
1033 persone sono interessanti:
la quasi totalità dei rispondenti
(93,8%) afferma di utilizzare internet
quotidianamente per reperire le
informazioni di cui necessita. Più
in particolare,
sulla decisione che
porta il consumatore a scegliere di
visitare un museo
, incidono
principalmente: le informazioni tro-
vate sui
siti internet
(62,1%), i
suggerimenti di amici
(45,1%) e i
social network/blog
(37,9%).
Se a questi dati si aggiunge il
fatto che la maggior parte di-
chiara di viaggiare per visitare
musei/mostre, si può facilmente
capire quanto possa incidere una
buona strategia online sulla crescita
degli enti.
prossimi alla Reggia di Venaria sono
cresciuti dell’80% circa. L’eccesso di
rendimento di Venaria ha prodotto
un incremento del valore immobiliare
privato di 418 milioni di euro. Nel
periodo analizzato, i finanziamenti
alla Reggia di Venaria sono stati
pari a 195 milioni. Il moltiplicatore
dei valori immobiliari collegati alla
Reggia è di 2,14, inferiore rispetto
al 2007 quando il moltiplicatore era
di 2,19 euro. Questo dato dimostra
come, con il passare del tempo,
l’effetto delle esternalità immobiliari
vada diminuendo: ogni euro speso
in interventi di recupero del patri-
monio architettonico e urbanistico
ha generato negli otto anni un
incremento nei valori immobiliari
dell’area circostante pari a 2,14 euro.
Il problema dei finanziamenti,
quindi, deve essere affrontato dalle
istituzioni ma le realtà culturali
presenti sul territorio devono
utilizzare i mezzi a disposizione
per cercare di mantenere la
propria posizione sul mercato.
Un’opportunità che molte realtà
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