DESTINATION MAGAZINE #7 - page 29

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DESTINATION MAGAZINE
#7
l’
innovazione
della tecnologia: dalla
Playstation allemacchine fotografiche
Nikon
a quelle da strada di
Toyota
,
recentemente nominata da
Fortune
tra le 10 aziende che cambiano il
mondo e migliorano le società.
Il viaggiatoreoccidentale riconosce
il Giappone
in questi oggetti visionari,
così come in ogni angolo di città, tra
gli spazi residenziali, dove i cavi della
luce, i giardini, i gatti, le costruzioni
basse, di cemento o legno, rimandano
alla quotidianità di
Lupin, Mila e
Shiro, Holly e Benji
.
All’estremo
opposto
,
quello
orientale,
sta l’imperscrutabilità
della società giapponese
, le sue
masse silenziose, la formalità dei
gesti, la spiritualità e i luoghi dei culti,
L’Impero dei segni
definito da
Roland
Barthes
nel piccolo bignami (Einaudi,
1984) che ogni viaggiatore dovrebbe
portare con sé per provare a
decifrarli.
In un paese dove la “tatemae”,
l’apparenza superficiale delle cose,
nasconde la “honne”, la realtà, come
sogno e veglia si sovrappongono
nei romanzi di
Haruki Murakami
,
la cui psiconarrativa della società
giapponese assume forti tinte
di acculturazione americana, la
meraviglia
è sempre dietro l’angolo.
Lo stupore del viaggiatore è costante
tra il
verde dei giardini
di ogni dove,
dai parchi di Ueno e Yoyogi a
Tokyo
,
nelle ville di Yanaka e Nara, a
Kyoto
nella foresta di Arashiyama e nel
bosco di Inari-Yama dove centinaia
di torii rossi si arrampicano su una
collina per 4 km tra le decine di volpi in
pietra che raffigurano un messaggero
di Inari, la divinità del riso e
del sakè.
In un paese dove la “tatemae”,
l’apparenza superficiale delle cose,
nasconde la “honne”, la realtà,
la
meraviglia è sempre dietro l’angolo.
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