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7,5 milioni di visitatori per i beni culturali campani, la migliore performance delle regioni meridionali (5° posto in Italia). Caldoro e Franceschini chiedono il sostegno dell'Europa

Il turismo culturale al Sud Italia vede la Campania in cima alle preferenze dei viaggiatori. Nel 2013, la regione di Pompei e Paestum ha registrato 7 milioni e mezzo di visitatori, la migliore performance nel settore del turismo legato ai beni culturali tra i territori del Mezzogiorno (quinto posto assoluto nella classifica italiana). Al secondo posto, la Sicilia (4,9 milioni), molto staccate la Sardegna (1,6 milioni) e la Puglia (1,4 milioni).

A diffondere i dati ci ha pensato una ricerca condotta dall'istituto SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), in collaborazione con il Banco di Napoli, presentata alla XVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in corso proprio a Paestum (Salerno) fino al 2 novembre, durante il convegno "Le aree monumentali del Sud per un sistema integrato di offerta turistica. Le opportunità di Expo Milano 2015", organizzato in collaborazione con le Direzioni generali per l'Antichità e per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MIBACT.
L'intera filiera culturale italiana vale 214 miliardi di euro. Ne deriva un impatto importante in termini di Pil (15,3% del valore aggiunto Italia), di occupati, che raggiungono 1,4 milioni (5,8% occupati Italia), e di export: 41,6 miliardi (10,7% del totale Italia). L'indagine statistica svolta sui Comuni a vocazione culturale ha permesso di individuare, nel Mezzogiorno, 712 comuni con almeno un "attrattore culturale": si tratta del 25% dei Comuni meridionali. L'offerta culturale meridionale si caratterizza per una maggiore presenza di musei (72%) seguiti dai monumenti o siti monumentali (17%) e da parchi e aree archeologiche (11%). Punto fondamentale dell'analisi è stata, oltre all'individuazione delle località a valenza culturale, la loro caratterizzazione in base alla tipologia di struttura prevalente: struttura museale di tipo artistico, storico-archeologico e scientifico, parco o area archeologica, monumento o complesso monumentale. L'analisi ha permesso di rilevare che 197 Comuni sono a valenza culturale: un valore corrispondente al 7% del totale. Dall'analisi emerge una grande sproporzione tra l'offerta culturale, e dunque le potenzialità, e l'effettività della domanda attivata. Il Mezzogiorno ha infatti a disposizione un formidabile strumento di creazione di ricchezza e posti di lavoro, ma lo sfrutta poco e male, come aveva sottolineato anche il rapporto di SVIMEZ nei giorni scorsi.
Per meglio comprendere i margini di sviluppo del circuito virtuoso turismo-cultura la ricerca fa una comparazione tra le diverse tipologie di turismo in relazione alla propensione alla spesa. Il turista culturale che soggiorna in Italia è più propenso a spendere 52 euro al giorno per l'alloggio, in media, e 85 euro per spese extra, contro i 47 euro per alloggio e 75 per gli extra di chi viaggia per ragioni non culturali. Per il Mezzogiorno, il turismo culturale resta il più potente moltiplicatore di valore aggiunto. Se in Italia, infatti, per ogni presenza aggiuntiva il turismo culturale genera 105,4 euro di Pil e presenta un valore pari ad oltre il 38% in più del dato del balneare (76,3 €), al Sud l'effetto moltiplicativo è ancora più elevato perché è pari a circa il 55% in più (a 58,1 euro di Pil generato nel balneare meridionale ne corrispondono 90,4 di Pil generato nel culturale). Numeri che inducono gli analisti di SRM e Banco di Napoli a concludere che se nel Mezzogiorno si attuassero le sinergie organizzative e produttive tra la ricchezza enogastronomica e il sistema turistico integrato (balneare/culturale ecc.) aumenterebbe, nel medio periodo, la capacità endogena di creazione di ricchezza in relazione all'aumento di presenze turistiche.
"Registrato un grande incremento di presenze turistiche e verificata la nostra capacità di dare un contributo, è necessario ora agganciarsi alle misure europee che sono parte integrante dell'Agenda 2014-2020 per i programmi regionali" sono le parole espresse dal governatore della Campania, Stefano Caldoro, intervenuto al panel di apertura del Forum europeo del Turismo svoltosi nella Reggia di Capodimonte a Napoli. Caldoro ha sottolineato l'importante legame fra le risorse destinate a cultura e turismo e i fondi comunitari, chiedendo che ci sia "maggiore integrazione, ad esempio per i programmi Life e i nuovi Erasmus".
E ancora da Napoli sono arrivate le parole del ministro di Cultura e Turismo, Dario Franceschini. Le tesi del governo italiano sono racchiuse in un documento finale che, ha spiegato Dario Franceschini, intende inserire "come priorità quella del turismo culturale". "Dobbiamo convincere i ministri dell'Economia dell'Ue a investire risorse sul turismo culturale" ha detto Franceschini "questo principio inscindibile deve essere la vera vocazione europea. Un binomio che sia in cima alla lista degli investimenti comunitari".

 

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