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Con una notizia sul proprio sito, l’università milanese specializzata in comunicazioni annuncia l’istituzione della nuova facoltà di Arti e Turismo

 

“Cara studentessa, caro studente”: è così, con una lettera del rettore Giovanni Puglisi, che l’università Iulm annuncia l’istituzione della nuova facoltà di Arti e Turismo. Nella sua lettera aperta agli studenti, il rettore spiega le motivazioni che hanno portato alla nascita di questa nuova facoltà: “Turismo e Arte, seppur con le proprie specificità, sono, in particolare in Italia, due ambiti strettamente correlati nei quali occorre una medesima sensibilità di fondo e al contempo un background di studi assimilabile. Sta tutto qui, dunque, il senso di questa nuova Facoltà che, somma delle due precedenti, offre agli studenti un percorso di studio innovativo, completo e dalle poliedriche sfaccettature”.

La nuova facoltà, denominata “Arti, turismo e mercati”, sarà costituita da due corsi di laurea triennale: “Arti, design e spettacolo” e “Turismo: cultura e sviluppo dei luoghi”; quest’ultima, in particolare, formerà gli studenti con l’obiettivo di “tutelare l’immenso patrimonio storico-artistico e paesaggistico-culturale, nonché immateriale (tradizioni, mestieri, archivi, ecc.) presente su tutto il Pianeta e di cui l’Italia è ricchissima, tutelato dall’UNESCO, e ancora le esperienze professionali volte a dare impulso alla valorizzazione ambientale in chiave di sostenibilità economica e culturale”.

I nuovi corsi di laurea saranno avviati dal prossimo anno accademico 2013-2014, e il preside di facoltà è il professor Angelo Turco, che – sempre sul portale dello Iulm – spiega con un video le linee guida di un percorso di studi che ha “l’obiettivo di incrementare e valorizzare gli skills delle nuove figure professionali formate”.

“Noi non vogliamo formare soltanto esperti di arte e turismo” dichiara il prof. Turco “Vogliamo formare un operatore dello sviluppo dei luoghi, un manager della crescita e della valorizzazione delle potenzialità locali”. Un progetto ambizioso, come riconosce lo stesso prof. Turco, ma che sembra destinato a dare un significativo contributo allo sviluppo di una formazione turistica universitaria, già avviato dalle Scienze del Turismo di diversi atenei italiani.