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Certo, lo sappiamo: le brutte notizie hanno spesso più visibilità, almeno in Italia, rispetto a quelle buone. Ma secondo noi, che in un certo senso siamo specializzati in informazioni positive, sta passando troppo sotto silenzio questa storia dei “caschi blu della cultura”.


Per chi non lo sapesse, l’ultima riunione del Consiglio esecutivo UNESCO di due giorni fa ha approvato la proposta italiana di istituire meccanismi per l’impiego di forze speciali per presidiare, tutelare e salvaguardare i beni culturali in territori del mondo a rischio per catastrofi naturali o per atti terroristici. Approvata anche la proposta italiana di proseguire a lavorare in sede Onu per includere la componente culturale nelle missioni di pace, come richiesto da Renzi nel suo recente intervento all’assemblea delle Nazioni Unite.
La risoluzione italiana, cofirmata da 53 Paesi e sostenuta dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza (USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito), è stata votata per acclamazione dopo un dibattito che ha coinvolto la maggioranza delle delegazioni presenti a Parigi. “Un successo internazionale del nostro paese, dopo quello ottenuto a Milano con l’approvazione di 83 Paesi della Dichiarazione sulla Protezione del Patrimonio Culturale. L’Italia si conferma come guida nella diplomazia culturale” ha commentato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, secondo il quale “bisogna adesso definire subito gli aspetti operativi di questa task force internazionale”.
“Di fronte agli attacchi terroristici dell’Isis e alle immagini terribili di Palmira la comunità internazionale non può restare immobile a guardare” ha sottolineato Franceschini, rivendicando la proposta italiana per tutelare il patrimonio dell’umanità. Il ministro ha poi ricordato un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale (oltre al primato di siti UNESCO, ovviamente), ovvero i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, “che fanno formazione nel mondo e sono un punto di riferimento”.
“Abbiamo messo a disposizione di tutta la comunità internazionale questa eccellenza. Le modalità di intervento dovranno essere discusse nelle sedi opportune. Noi immaginiamo che possano intervenire in siti importanti che rischiano di essere attaccati dal terrorismo o in zone di guerra o colpite da calamità naturali, dove la comunità internazionale possa inviare i caschi blu della cultura per proteggerli o difenderli prima che vengano distrutti” ha concluso il titolare del MiBACT.
Tutti ricordano quando l’UNESCO minacciò di eliminare Pompei dalla lista del patrimonio dell’umanità. In pochi invece ricordano che, dopo un attento lavoro, l’Italia scongiurò questo rischio ricevendo addirittura i complimenti degli ispettori UNESCO per l’inversione di rotta nella tutela del sito archeologico tra i più noti al mondo. A noi, specializzati in buone notizie, farebbe molto piacere che questa volta tutti sapessero di questo bel successo italiano a difesa della cultura mondiale.

 

bruno caprioli new 206x259Bruno Caprioli

direttore responsabile Marketingdelterritorio.info

 

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Nell'immagine in alto, l'antica città siriana di Palmira prima che fosse distrutta dai terroristi dell'Isis. Fonte: The Guardian