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Il Veneto si conferma protagonista del turismo internazionale in Italia: lo conferma l'analisi dettagliata dello studio di Confturismo Confcommercio e Ciset sul turismo organizzato proveniente da Russia, Stati Uniti, Giappone e Germania.
Fra i visitatori diretti in Italia, infatti, il Veneto è scelto dal 24% dei turisti tedeschi: un primato assoluto, che vede la regione del Nord Est precedere il 14% del Lazio e il 12,8% della Sicilia. In particolare, le province più visitate sono quelle di Verona (la città e la zona del lago di Garda) e Venezia (Laguna e le località balneari). Il Veneto è al terzo posto tra le preferenze dei viaggiatori russi nel nostro Paese: dopo il 28% dell'Emilia Romagna e il 22% del Lazio, infatti, arriva il 19% di chi si reca nelle località turistiche venete. Terzo posto anche nell'indice di gradimento dei visitatori dagli Usa: in questo caso a scegliere il Veneto è quasi il 16% dei turisti statunitensi, apprezzamento che segue solo quello per Lazio e Toscana; e identico podio per le preferenze dei turisti giapponesi, che scelgono il Veneto nel 14,7% dei casi.
Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto (17.000 imprese rappresentate), ha commentato con una vena di polemica questo studio, da cui peraltro è emerso che a livello nazionale solo il 47% del fatturato del turismo organizzato resta in Italia: "Come dichiara il direttore del Centro Studi di Confcommercio Mariano Bella, i servizi turistici valgono 17 miliardi in termini di esportazioni nette, più di alimentari e arredamento messi insieme. Continuiamo a giocare con Industria 2020 senza accorgerci che il turismo è il nostro petrolio, con potenzialità enormi non ancora percepite a livello politico. Serve una politica del turismo che sia anche politica d'impresa, serve uno sviluppo delle reti materiali (alta velocità, Alitalia, eccetera) e immateriali (adsl), serve un sostegno alle imprese nel confronto con lo strapotere dei grandi portali, serve una riduzione della pressione fiscale. E poi attenzione a cosa si fa con il Jobs Act perché nel settore turismo il lavoro atipico è tipico, il contratto a tutele progressive non si può applicare a un settore caratterizzato da stagionalità intrinseca: cerchiamo almeno di non farci del male da soli".

 

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