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Al momento in Italia per la valorizzazione del territorio si fa ancora poco. Dobbiamo credere che il turismo possa rappresentare una leva di sviluppo economico, ma non dobbiamo solo pensarlo, dobbiamo anche agire. Con Italiavirtualtour.it stiamo agendo dal 2 aprile 2012, e in questi giorni abbiamo pubblicato il virtual tour numero 5.000.
È un traguardo che ci inorgoglisce, e che allo stesso tempo ci spinge ad andare avanti. Il nostro obiettivo è quello di rappresentare le bellezze d'Italia in virtual tour, un'elaborazione di fotografie in HDR a 360° che permette all'utente di compiere una visita estremamente realistica e fortemente interattiva dell'ambiente e di muoversi al suo interno con facilità, mantenendo il fascino della realtà che ti circonda in ogni suo elemento.

L’alta velocità? È un moltiplicatore per il turismo internazionale e un volano per le economie locali. E l’Italia non ne rimarrà esclusa, grazie ai processi di potenziamento strutturale della rete e all’inserimento sulle reti di trasporto europee

 

Per i viaggiatori, soprattutto quelli stranieri, l’accessibilità di un luogo è un requisito chiave anche per la scelta di una destinazione per le vacanze. È un dato su cui gli esperti che stanno lavorando per la realizzazione della Torino-Lione hanno riflettuto molto; l’obiettivo che stiamo perseguendo è infatti quello di dotare la Valle di Susa di un nuovo collegamento che ha alcuni plus importanti: è un anello centrale per i trasporti europei, è una linea che serve realmente la valle con una stazione internazionale, è una nuova infrastruttura in un’area con una naturale predisposizione turistica.

Che si dice sull’Italia? Anzi, che si cinguetta? Alla fine, le “solite” cose: il calcio, il cibo, il turismo, la crisi. Se i social network sono il bar virtuale di oggi, è logico pensare che anche su Twitter si parli dei classici argomenti, dei temi forti del dialogo italiano: che cos’hai mangiato? Dove vai in vacanza? Hai visto la partita?

Il mondo corre, l’Italia arranca. La Storia è la nostra grande alleata per il retaggio e la memoria che ci ha consegnato ma è anche il maggior ostacolo per far comprendere a 60 milioni di italiani che il Boom degli anni Sessanta e la ricchezza che ne è conseguita vanno difese con un profondo cambiamento della mentalità. Ci vuole Senso Civico, Rigore, Tolleranza Zero. L’alternativa non è un lento declino, ma una brutale emarginazione dai mercati mondiali

 

Ad Alassio, nell’ex Chiesa Anglicana della città, l’Istituto alberghiero Claudio Ventimiglia a maggio ha organizzato un convegno dedicato ai 50 anni della sua fondazione, avvenuta nel 1963. Il tema era: “C’era una volta il Boom 1963”.

Tutto e il contrario di tutto, nello stile italiano. “Viviamo nel Paese più bello del mondo. Dobbiamo solo amarlo un po’ di più” ha detto domenica il ministro Bray dalla Valle dei Templi, e in effetti ha ragione. Viviamo nel Paese più bello del mondo, dove si può trovare davvero ogni cosa, ma purtroppo anche il suo contrario. L’ultimo esempio riguarda l’accessibilità per i disabili delle nostre strutture: da una parte (a Pistoia) l’orgoglio, dall’altra (nel Bellunese) la vergogna.

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