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Non mancano i dati positivi per il turismo italiano: arrivano più stranieri, spendono di più nel nostro Paese e per la prima volta superano le presenze degli italiani

 

Più stranieri che italiani, e tra gli stranieri sempre più russi e cinesi. Tra gli operatori del settore nelle scorse settimane l’impressione era di un’estate 2013 nel segno di una ripresa per l’Italia, dopo circa tre anni di numeri disastrosi, grazie anche all’arrivo in Italia di un numero crescente di turisti stranieri.

In questi giorni stanno giungendo i primi dati e i primi bilanci, e a quanto pare le impressioni “sul campo” sono suffragate dai dati. E così, dopo un calo registrato fino a Pasqua, su cui forse aveva pesato un meteo inclemente, per l’estate che si avvia alla conclusione i numeri inducono un moderato ottimismo. A iniziare dall’analisi dell’Osservatorio acquisti CartaSi relativa ai mesi di giugno e luglio, secondo cui gli acquisti con carta di credito sono cresciuti del 4,2%, grazie al +19,2% delle spese effettuate dai turisti dell’area ex Urss e al +34,7% dei viaggiatori provenienti dalla Cina. Crescite di spesa che hanno ampiamente bilanciato il calo degli acquisti fatto segnare da tedeschi (-3,2%) brasiliani (-8%) e giapponesi (-11%).

“In giugno e luglio si è invertita la tendenza negativa”, conferma ad Affari & Finanza Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi “gli stranieri sono tornati sia nelle città d’arte sia nelle principali destinazioni balneari e montane. Certo, questo non compensa il calo delle presenze degli italiani ma contribuisce a mitigarlo”. Un calo, quello delle presenze turistiche degli italiani, su cui secondo Palmucci “ha contato molto l’incertezza sull’Imu: si paga o no? Non è un caso che nelle ultime settimane le prenotazioni stiano aumentando”, con un settembre che potrebbe quindi regalare ulteriori piacevoli sorprese.

L’Osservatorio di Confindustria Alberghi condotto in luglio su 187 hotel indica quindi una sensibile inversione di tendenza: il tasso di occupazione delle camere (68,8%) è in crescita del 5% su luglio 2012 a livello nazionale, con punte a Torino (+10,8%) Milano (+7,9%) e Bologna (+7,7%). Da Federalberghi Confcommercio, d’altra parte, giunge un altro dato di estrema rilevanza: negli hotel d’Italia, tra gennaio e agosto di quest’anno, hanno soggiornato più ospiti stranieri che italiani. Più precisamente, secondo Federalberghi i turisti stranieri nei nostri hotel sarebbero stati il 50,3% del totale, con un incremento del 4,7%, mentre il 49,7% di ospiti italiani comporterebbe un calo del 2,7%.

Il momento dell’esultanza, tuttavia, non è ancora arrivato. Nonostante il complessivo incremento di pernottamenti negli alberghi, infatti, il volume d’affari del turismo italiano nel 2013 sembra destinato a subire una flessione  di circa l’8%: a pesare in questo senso è il generale calo dei prezzi per le imprese turistiche, con effetti negativi anche sull’occupazione, in calo secondo Federalberghi del 4,5%. “L’andamento del turismo alberghiero italiano da giugno ad agosto di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2012 conferma il punto di frenata della crisi, – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – riscontrato in via previsionale ad inizio estate per l’intero settore, pur lasciando sul campo perdite di fatturato e diminuzione di occupati. Giugno ha registrato un modesto +0,2% di presenze alberghiere, seguito da luglio con un +0.7% e agosto con un +1,4%, per un risultato complessivo del trimestre estivo pari ad un +0,8% determinato da un -2,7% di clientela italiana e da un +4,7% di quella estera”. La crisi, insomma, sembra destinata a rientrare, ma ancora si fa sentire per i turisti italiani.

 

Carolina Mailander

 

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